MODENA – AL VIA LE ISCRIZIONI PER I GIOCHI DELLA GIOVENTÙ

Aperte da oggi per tutte le prime medie. Con la nuova formula a competere sono le classi, non solo i più bravi, e tutti partecipano. Bertoli: “Lo sport ritrova tutto il proprio valore educativo”

 Al via i Giochi della Gioventù 2010/2011. Si sono aperti oggi, con la presentazione agli insegnanti, i termini per le iscrizioni. Le scuole hanno tempo fino al 30 ottobre per aderire all’iniziativa che è stata profondamente rivoluzionata negli ultimi anni. “Non selezioniamo i migliori – spiega il presidente del Coni Franco Bertoli – ma partecipa tutta la classe e ogni ragazzo porta punti alla propria squadra”. Un’iniziativa, dunque, in grado di educare sul campo ai valori dello sport e all’importanza di fare sport e nutrirsi in modo equilibrato per una vita migliore.

L’incontro di oggi – organizzato d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale e l’Azienda Usl – è servito per condividere con gli insegnanti il percorso da realizzare nelle scuole e l’articolazione delle prove. Quattro le aree nelle quali si articolerà la competizione: abilità atletiche con le prove di velocità sui 30 metri, lancio del vortex e salto in lungo; abilità motorie con un percorso dedicato; giochi di squadra con le prove di palla tra due fuochi, palla avvelenata, multisport e palla rilanciata; abilità comunicative.

“In quest’ultimo caso – spiega Bertoli – chiederemo a ogni classe di produrre un manifesto sul tema ‘Mi muovo con piacere’. L’obiettivo è promuovere l’attività motoria tra i ragazzi, in linea con le nuove finalità dei Giochi della gioventù”. La partecipazione è riservata a tutte le classi prime delle scuole medie. Entro il 23 aprile si dovranno svolgere le competizioni d’istituto. La fase provinciale, alla quale parteciperanno 36 classi – una per ogni istituto – si svolgerà nella mattinata di lunedì 23 maggio 2011 al campo d’atletica leggera di Modena.

“Lo sport – prosegue il presidente del Coni – ha un potenziale enorme anche sul fronte dell’integrazione, tra ragazzi provenienti da Paesi diversi, ma non solo. Il fatto che tutti i ragazzi della classe partecipino, anche i disabili, dà un messaggio concreto e soprattutto aiuta tutti a mettersi in gioco, ad uscire da situazioni di isolamento, a sentirsi parte di un tutto a cui dare il proprio contributo. In questo modo l’attività fisica sprigiona tutto il potenziale educativo, che troppe volte abbiamo sottovalutato o relagato a una funzione secondaria”.

 Fonte: Ufficio stampa Coni

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pepe

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