Lenticchie battono ostriche
Il cenone di San Silvestro viene una sola volta all’anno e si tratta di un’occasione in cui ci si concede qualche lusso. Lo sanno bene gli Italiani che per la notte di San Silvestro si apprestano a “mangiarsi” circa 2,7 miliardi di euro nelle case o per cenare fuori, in ristoranti, agriturismi e in locali appositamente allestiti. E’ quanto stima la Coldiretti per la festa di fine anno, anche se saluteremo il 2011 con cotechini e zamponi più che con salmone, ostriche e caviale. E per brindare? Lo spumante italiano vince nettamente con il 98% dei brindisi.
Anche se il budget da investire varia notevolmente tra chi ha deciso di trascorrere l’ultima notte dell’anno tra le mura domestiche e chi preferisce rinunciare a cucinare e cenare fuori, a farla da padrone in tutte le tavole sono, insieme allo spumante, i piatti della tradizione con il consumo di circa 5 milioni di chili tra cotechini e zamponi che sono serviti in tavola insieme ad oltre un milione di chili di lenticchie. Particolarmente ricercate quelle di Castelluccio di Norcia (IGP), ma vanno forte anche quelle di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), le varietà molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o le altre umbre: si tratta di delizie inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali
In Emilia Romagna la festa è accompagnata dagli immancabili tortellini, mentre sulle tavole della Lombardia vincono i risotti, e in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone. Gli s paghetti sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove è il momento dei classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l’accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure, cacciagione, mentre in Veneto è molto diffusa insieme al baccalà.
Tra i luoghi più apprezzati per festeggiare spiccano gli agriturismo, amati soprattutto dai giovani. A incoraggiare le presenze è anche la sostanziale stabilità dei prezzi per i cenoni che la maggior parte delle aziende ha mantenuto invariati rispetto allo scorso anno.
Fonte: www.tgcom.it

