Comincia l’anno del Coniglio: Riti e leggende del Capodanno cinese

Comincia l’anno del Coniglio: Riti e leggende del Capodanno cinese

In Italia sono oltre 200mila gli immigrati provenienti dall’ex-Celeste Impero che si accingono a festeggiare il Capodanno secondo il loro particolare calendario lunisolare: per loro il nuovo anno comincia nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, con la Tigre che cede il passo al Coniglio (o Lepre), quarto dei dodici segni, ciascuno corrispondente a uno degli animali che, come vuole la leggenda, si presentarono davanti a Buddha.

In molte città italiane sono previsti festeggiamenti, specie nei centri che ospitano grandi comunità cinesi, come Milano, Firenze, Napoli e Roma. Nella capitale la danza del Drago è in programma per il 6 febbraio prossimo alle 13 a piazza del Popolo con anche una parata nei costumi tradizionali. Il segno dei prossimi dodici mesi è, come abbiamo detto, il Coniglio, che attribuisce a chi nasce in questo periodo la caratteristica di essere riservato, paziente, intuitivo ed intellettuale. Si tratta anche di persone degne di fiducia e spesso finanziariamente fortunate.

Il Capodanno è chiamato anche “Festa di Primavera”, oppure  “Chun Jie” o “Capodanno lunare”, ed è una delle ricorrenze più sentite tra i cittadini cinesi: si festeggia per due settimane, mentre scuole e uffici restano chiusi. Il “Chun Jie” è una festa da trascorrere in famiglia, in compagnia dei propri cari e da celebrare con uno scambio di doni. Per questo motivo, sono moltissimi i cinesi che da tutto il mondo si mettono in viaggio per riunirsi alla famiglia, o che tornano al proprio villaggio di origine per trascorrere insieme una grande festa. Ogni anno infatti in questo periodo in Cina i trasporti vengono letteralmente presi d’assalto, tanto da richiedere un piano di emergenza. In occasione della festa, la tradizione impone che la casa venga ripulita da cima a fondo in modo minuzioso, un po’ come accadeva nella nostra cultura quando si facevano le pulizie di Pasqua: dalla casa deve sparire anche il più piccolo granello di polvere, perché potrebbe portare sfortuna nel nuovo anno.

Il cenone di famiglia costituisce il momento di maggiore solennità e sta a simboleggiare la coesione tra le generazioni: vecchi e giovani si riuniscono per preparare le dodici portate che simboleggiano i dodici animali dello zodiaco cinese. Le abitazioni vengono addobbate con decorazioni di carta, raffiguranti gli ideogrammi che, appesi al contrario, esprimono l’augurio e la speranza di ottenere fortuna, ricchezza e felicità nell’anno nuovo. Alla vigilia si prepara il Niangao, una torta di riso al vapore che sarà poi protagonista per tutta la festa, mentre in tavola non possono mancare i ravioli. Nel loro ripieno, per tradizione, si aggiungono monete di rame, castagne, arachidi o datteri. Chi ha la fortuna di trovarli si garantisce la buona sorte per dodici mesi. Insieme ai ravioli, al centro del tavolo imbandito campeggia un enorme pesce intero, simbolo dell’unità familiare.

L’anno nuovo inizia con il suono di una campana: si scende allora in strada a far scoppiare petardi e ad assistere a rumorosi e colorati spettacoli pirotecnici: Per l’occasione si indossano gli abiti della festa, tutti di colore molto sgargiante, soprattutto tra i bambini. La tradizione vuole che ci si rechi innanzi tutto a porgere gli auguri agli anziani della famiglia e che poi si distribuiscano ai bambini alcune in piccole buste di carta rossa: questo colore è simbolo di vitalità gioia e fortuna, ragion per cui è il colore dominante in tutti gli addobbi che si usano per questa festa. Le monete serviranno ai piccoli a comprare gli spiriti del male, aiutandoli a trasformarsi in forze del bene. Si balla per la strade al seguito di lunghi draghi e leoni, simboli di buona sorte e di prosperità, fatti di carta o di stoffa colorata, gialla, rossa o verde, secondo i riti e le tradizioni della cultura contadina, per spaventare e tenere lontani gli spiriti maligni.

Fonte: www.tgcom.it

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pepe

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