Da ieri, 12 febbraio, arriva al Teatro Storchi La Vedova Allegra un classico dell’operetta che vola sulle ali del canto, della prosa, della maschera e della danza, in un esuberante spettacolo qui riproposto per l’adattamento e la regia di Corrado Abbati.
Nasce nel 1861 come divertente vaudeville scritto dal commediografo e librettista francese Henri Meilhac dal titolo L’attaché d’ambassade, ma diventa famosa solo dopo il debutto del 1905 al teatro An der Wien di Vienna accompagnata dalla musica di Franz Lehár.
“Non si offenda, ma questa non è musica”. Questa frase, dettata dallo stesso Lèhar, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica de La Vedova Allegra: una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ancora oggi La Vedova Allegra resta uno degli spettacoli più rappresentati al mondo.
Questa operetta è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, di promesse, di sospetti e di rivelazioni che, come è naturale che sia in un’operetta, termina nel migliore dei modi. Così, nel finale, tutti cantano la celeberrima marcetta “E’ scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione de La Vedova Allegra, dove si va da Maxim (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino), si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in una atmosfera spensierata e contagiosa.
Inizio spettacoli feriali ore 21
festivi ore 15.30

