Troppi spasimanti? Si resta soli

Troppi spasimanti? Si resta soli

Il troppo stroppia, si dice. E, quando c’è l’imbarazzo della scelta, alla fine non si sceglie. Luoghi comuni a parte, finché si tratta del colore di un vestito, poco male, ma quando si tratta di fidanzati, allora sì che è iniziano i guai.

Secondo gli scienziati dell’Università di Edimburgo in Scozia, più opzioni abbiamo nella scelta di un partner, più rischiamo di restare da soli. Come a dire che i pretendenti vanno assunti con moderazione, o si rischia l’indigestione. Questo accade anche con i cosiddetti incontri di “speed-dating”, nati oltreoceano e in Gran Bretagna, ma oramai molto diffusi anche da noi. In queste serate in poco tempo si passano in rassegna un gran numero di pretendenti. Questo gioco dovrebbero dare la possibilità di trovare il compagno giusto tra i molti che si presentano al tavolo e che, in pochi minuti, devono dare il meglio di sé. Ma non sempre è così.

A quanto pare, infatti, il rovescio della medaglia è che troppe possibilità di scelta mandano in tilt e, questa confusione, alla fine non fa decidere né per l’uno né per l’altro e si resta soli, come prima.“Ci sono modelli di umana ‘razionalità’, secondo cui la varietà è una buona cosa. A sorpresa però i nostri risultati suggeriscono che un eccessivo aumento della varietà di opzioni manda in confusione il selezionatore. Le persone sono più inclini a non scegliere nessuno di fronte a una eccessiva varietà”, spiega la dottoressa Alison Lenton sulle pagine del British journal Biology Letters, su cui è stato pubblicato lo studio.

A detta dei ricercatori, il problema non è valutare un gran numero di candidati; di fatto, avere più opzioni permette di trovare la persona giusta più facilmente, specie se i “papabili” hanno caratteristiche simili. Il problema sorge invece quando le caratteristiche sono troppo diverse; molti fattori contrastanti pare possano mandare in confusione chi deve scegliere e alla fine, appunto, non si arriva a una decisione. I partecipanti allo studio erano 1.868 femmine e 1.870 maschi, con un’età media di 34,3 anni per le donne e 35,6 per gli uomini. Tutti di diversa estrazione sociale, posizione economica e lavorativa, istruzione e religione. In tre minuti a disposizione per ciascun candidato, i selezionatori dovevano incontrare tra i 15 e i 31 pretendenti di sesso opposto. Una vera e propria maratona in grado di mettere a dura prova anche i più stoici.

I più prostrati pare siano stati gli uomini i quali andavano maggiormente in confusione davanti alla scelta, rispetto alle donne. Il fatto, spiegano i ricercatori, è che la nostra capacità di memorizzazione è limitata. Passando in rassegna troppe persone, non riusciamo più a ricordare le caratteristiche che   ci hanno maggiormente colpito e, soprattutto, a chi appartenevano.

“E’ estremamente comune per noi a dare rapidi giudizi sulle altre persone, anche in una manciata di secondi. E una volta che tali sentenze si sono formate, possono risultare difficili da cambiare”, conclude Lenton.

 Fonte: www.tgcom.it

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pepe

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