“L’Italia è il Paese che detiene in Europa il record di relazioni amorose sul luogo di lavoro – afferma Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione matrimonialisti italiani – seguono nell’ordine Germania, Francia ed Inghilterra”.
E Milano, in percentuale, è la città italiana in cui si consuma il maggior numero di tradimenti, seguita a ruota da Roma, Bologna, Torino. Nel Sud Italia, la capitale del tradimento è invece Napoli. E non si tratta di innocenti scappatelle: sempre più spesso, infatti si instaurano relazioni amorose che durano anche per anni, all’insaputa dell’ignaro coniuge, per il quale l’insospettato partner della moglie o del marito entra persino a far parte della cerchia dei conoscenti e addirittura degli amici. Insomma, sono molti i nostri connazionali a tenere in piedi vite parallele coperte dalla normalità. Un numero non trascurabile di coniugi cresce figli concepiti fuori dal matrimonio.
“I luoghi di lavoro a maggiore rischio tradimento – spiega Gassani – sono nell’ordine: gli ospedali e le cliniche, gli studi professionali, le redazioni giornalistiche, i pubblici uffici e le banche. Tra le infedeltà coniugali consumate tra colleghi spiccano anche quelle a sfondo omosessuale (7% dei mariti, 5% delle mogli)”. Insomma, i colleghi di lavoro sono diventati veri “sfasciafamiglie”.
I segnali di allarme, da cui il coniuge tradito può trarre il sospetto che qualcosa non va, spesso si manifestano quando una relazione extraconiugale comincia a trasformarsi in un rapporto stabile con intenso coinvolgimento emotivo. Spiega Gassani: “Il traditore cambia radicalmente atteggiamento nei confronti del coniuge rifiutando i rapporti sessuali, il dialogo ed ogni forma di condivisione coniugale. Inoltre il coniuge infedele quasi sempre commette errori fatali: abuso delle telefonate sul cellulare in entrata ed uscita o cellulare sempre spento, sms e e-mail compromettenti non cancellati, scontrini di ristoranti e ricevute di alberghi non distrutti, tracce di phard, rossetto. profumi o il classico capello biondo sulla spalla”. Un altro errore determinante sta nel sono chiudersi in bagno per telefonare o portare sempre con sé il telefono in ogni luogo della casa. Deve mettere in sospetto anche il il repentino ricambio del guardaroba, un improvviso dimagrimento o una ingiustificata euforia.
Quando poi si sospetta il tradimento, averne conferma diventa quasi sempre una impellente necessità. “Negli ultimi 10 anni – prosegue il presidente dei matrimonialisti – si è sviluppato un mercato fiorente di dispositivi elettronici (registratori, microfoni direzionali, videocamere nascoste, cimici) che sebbene vietati dalla legge sono facilmente reperibili. Molti coniugi sospettosi si trasformano in veri e propri detective ed acquistano questi congegni anche a rischio di essere denunciati penalmente”. Eppure, anche nell’era dell’elettronica, la lettera anonima che racconta la tresca resta sempre il tallone d’Achille dei traditori. Ma non finisce qui: l’esperto spiega che “sta aumentando la vendita dei kit per verificare il Dna dei figli, acquistabili per pochi euro via internet. Nell’80% dei casi i disconoscimenti di paternità vengono richiesti per il secondo figlio”.
C’è però anche chi, davanti alle fatidiche corna, fa buon viso a cattivo gioco Spiega ancora Gassani ”Molte infedeltà non vengono portate in Tribunale poiché, evidentemente, la crisi economica sconsiglia la separazione, specie se ci sono figli da crescere e mutui da pagare”.