Scarpe: la voglia di stupire… ai tuoi piedi

Scarpe: la voglia di stupire… ai tuoi piedi
Le mode più insolite sono… ai nostri piedi. Dall’ultimo trend ai arrivo dagli Stati Uniti che propone scarpe “da Hobbit” con le quali sembra di camminare a piedi scalzi, alle calzature “solleva glutei”, con suole a dondolo, a quelle con le rotelle nel tallone che permettono di pattinare o camminare a seconda del desiderio. Insomma ce n’è per tutti i gusti e ad acquistarle sono soprattutto le donne, in particolare le sportive.
Le scarpe “barefoot”, che significa “a piedi scalzi” sono un ibrido hi -tech in stile minimale che sta spopolando negli Usa. La scarpa è in grado di aderire completamente alla sagoma del piede ed è adatta a ogni tipo di sport: escursioni, camminate, sollevamento pesi, corse campestri e trasmette a chi la indossa la sensazione di camminare, appunto, a piedi scalzi sull’erba. Secondo la ricerca di mercato della Leisure Trends Group, nei primi tre mesi del 2011 negli Usa sono stati venduti 356mila paia. Secondo i produttori queste scarpe dovrebbero garantire muscoli più forti e una migliore postura e sono frutto di un’idea italiana, per la precisione di un’azienda di Varese, la Vibram. Il primo modello, ribattezzato “FiveFingers”, ha una suola in gomma di 2 millimetri, è stato introdotto nel 2006 e commercializzato per il kayak e la vela. Il suo successo ha trasformato la scarpa in un must tra i corridori a piedi nudi. Chi l’ha provata, riferisce il Los Angeles Times, sostiene che queste scarpe di nuova generazione utilizzano la biomeccanica naturale del corpo per rafforzare i muscoli, migliorano l’andatura e la postura. Inoltre le ‘barefoot’ potenziano la gamma di movimenti effettuati da piedi e caviglia perché non sono schermate dalla imbottitura delle suole delle calzature da corsa tradizionali. Il piede, in pratica, riceve in modo più diretto e naturale le informazioni dalle superfici che sta percorrendo con una risposta immediata nell’equilibrio e nell’agilità. Il peso corporeo, inoltre, viene distribuito su tutto il piede, migliorando l’allineamento della colonna.

Un’altra moda che imperversa negli USA, ma anche in Europa Italia compresa, è quello delle scarpe “solleva glutei” nella doppia versione: con suole a dondolo o con i cuscinetti sotto il tallone e sulla punta.

Questa insolita forma rende più difficile l’equilibrio plantare e, in questa situazione, i muscoli di glutei, polpacci e femorali sono costretti a un lavoro extra. Il risultato dovrebbe essere, secondo i produttori, un lato B da urlo. Anche per i bambini non mancano le stranezze. Dopo le scarpe con la lucina rossa intermittente, ora vanno forte le cosiddette “roller shoes”, con una ruota removibile posizionata sul tacco, con le quali si può alternativamente pattinare o camminare.
Le Crocs, i celebri e amatissimi zoccoli di gomma colorata e ultraleggera non perdono colpi. L’unica avvertenza per chi li sceglie, magari nelle ultime versioni estive che lasciano il piede scoperto, è fare molta attenzione se si utilizzano le scale mobili: secondo alcuni le scarpe tendono a impigliarsi nei rulli, con grave rischio per chi le indossa: ad esempio la metropolitana di Washington DC in passato ha addirittura deciso di esporre dei cartelli in cui sconsigliava l’uso di scarpe non adatte: non veniva citato un modello in particolare, ma i simboli utilizzati erano un chiaro richiamo proprio alle Crocs.
Che ne dicono gli esperti di salute del piede su tutte queste mode? Mauro Montesi, presidente dell’Associazione italiana podologi (Aip) comincia a fare chiarezza a partire dalle scarpe a dondolo per glutei scolpiti. “Hanno una funzione positiva per la postura perché mantengono in trazione i muscoli e i tendini delle gambe. Per il piede non ci sono traumi, l’unico inconveniente è il costo ancora elevato”. Il problema delle Crocs sta invece nella sudorazione, “Il materiale con cui sono realizzate non permette una buona traspirazione
e così la pelle può andare incontro a fenomeni di macerazione e comparsa di fastidiose micosi”. Un ragionamento a parte meritano invece le “barefoot”. “Camminare a piede scalzi è la cosa più incosciente che esista – avverte Montesi – E poi attenzione a tutto quello che si può trovare nei parchi, magari correndo sull’erba. La scarpa protegge la pianta dai traumi delle superfici più insidiose”. “Il problema però – precisa l’esperto – non sono tanto le scarpe che indossiamo, ma come camminiamo. La regola base è quella di appoggiare prima il retropiede, di seguito la porzione laterale, poi l’avampiede e chiudere il passo sulla testa del metatarso dell’alluce”

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pepe

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