Sensi: anche l’odorato si può “allenare”

Sensi: anche l’odorato si può “allenare”
L’olfatto è un po’ il “cenerentolo” dei nostri cinque sensi, eppure è una macchina meravigliosa, che mette al lavoro in media 5 milioni di cellule olfattive, capaci di riconoscere oltre 10mila odori differenti. Purtroppo l’aria inquinata e di cattiva qualità in cui viviamo mette a rischio questa preziosa fonte di stimoli. Eppure, per salvaguardare il nostro “naso” e mantenerlo in salute, qualcosa si può fare. Gli esperti ci insegnano che per  raffinare il nostro olfatto e godere i profumi che ci offre la vita di ogni giorno, occorre un vero allenamento.
L’indicazione è emersa nell’ambito dello “Smell Festival” di Bologna, rassegna dedicata alla cultura olfattiva e all’arte del profumo, nel corso di una conferenza sponsorizzata da Tempo, la marca di fazzoletti più conosciuta ed apprezzata in termini di qualità in Italia presente da oltre 50 anni sul mercato. L’indicazione viene dal p rofessor Matteo Richichi, Primario di Otorinolaringotoiatria dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Il professore ha spiegato che, l’olfatto è messo a rischio soprattutto dall’aria cattiva delle grandi città. I fattori che mettono in pericolo il “naso” sono inquinamento e cattivi odori, vero e proprio flagello quotidiano, ma paradossalmente anche la mancanza di stimoli olfattivi adeguati, da cui dipende una vera e propria tendenza all’atrofia della sensibilità a riconoscere gli odori.
L’essere umano ha in effetti a disposizione un notevole numero di recettori: nella cavità nasale alloggiano infatti dai 3 ai 5 milioni di cellule olfattive. Non siamo insomma al livello di certe specie di cani, apprezzati proprio in virtù del loro fiuto, ma non ci va neppure così male. Per fare qualche esempio, il Fox terrier ne ha 150 milioni, mentre il pastore tedesco arriva a 220 milioni. Queste specie possono in effetti distinguere oltre 10mila sostanze odorose differenti.
“L’uomo primitivo”, spiega il  Professor Richichi “affidava all’odorato compiti importantissimi per la propria sopravvivenza, quali la difesa dai pericoli, la ricerca del cibo e l’eccitazione dell’appetito sessuale. Sono seguiti 2500 anni di una mentalità visivo-acustica che hanno modificato il modo di sentire e di pensare, relegando l’olfatto fra i sensi minori”. Richichi spiega inoltre che non esiste per fortuna un rischio di vera atrofia di questo senso, anche se utilizziamo solo il 57% della nostra capacità olfattiv. Insomma, sottolinea il professore, è come se viaggiassimo con il freno a mano tirato, situazione molto grave se si pensa che un olfatto più funzionale migliora di fatto la qualità della vita”.
Ecco allora le regole d’oro amiche dell’olfatto:
- lavarsi le mani spesso e con cura, perché sono in continuo contatto con virus alla base di raffreddori e infiammazioni delle vie respiratorie che riducono di fatto la capacità olfattiva;
- tenere pulito il naso, perché gli odori viaggiano con l’aria;
- aerare l’ambiente in cui si vive
- evitare gli ambienti pieni di fumo

- stimolare il proprio olfatto con fragranze nuove

Fonte: www.tgcom.it

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pepe

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