Cosa ci facevano Alessandro Cecchi Paone, Rossella Izzo, Patrizia Mirigliani e Liana Orfei, per citare solo alcuni dei volti celebri avvistati poche settimane fa ad Alghero? Partecipavano al
Grand Prix Corallo che premia vip, sportivi, giornalisti, uomini di cultura e spettacolo. Scenario, il luogo che fa da punto di contatto ideale tra l’antica terra sarda e la cultura catalana.
Nel borgo antico
Città fortezza, Alghero affaccia su acque cristalline, circondata da colori profumi e sapori intensi, come l’energia che anima tutta l’isola. Terra di conquista, fu fortificata dai Doria all’inizio del dodicesimo secolo al fine di renderne sicuri i possedimenti nellfarea. Ma camminando per il borgo, strade e antiche mura testimoniano ben altro e poco ricordano della “signoria” genovese. L’aria che si respira, in particolare nella città vecchia, l’Alguer Vella, è “aragonese”. Nel 1354, infatti, il Re d’Aragona Pietro IV il Cerimonioso espugnò la città che da allora divenne catalana e lo rimase fino al diciottesimo secolo, lasciando un’eco che ancora oggi risuona.
A passeggio per piazze e palazzi
L’ingresso in città parte dalla
Torre di Porta Terra. Da torre a torre, sotto quella dello
Sperone - la più alta con i suoi 22 metri – vive
Piazza Sulis, momento di incontro per la “movida” negli anni ’60, epoca d’oro per il turismo catalano verso l’isola, e ancora oggi riferimento per la città. Così come i
Bastioni Marco Polo, che sia per una passeggiata con vista mare, una sosta in un caffè al tramonto o un pranzo fatto di tipici piatti locali. Chiese e Palazzi affrescano il paesaggio cittadino: dalla
Chiesa di San Francesco le cui origini risalgono al XIV secolo, a quella
della Misericordia, che custodisce il
Santcristus, simulacro in legno proveniente dalla Spagna.
Immancabile una visita all’
ex chiesa della Madonna del Rosario, dal 2000 sede del
Museo Diocesano d’Arte Sacra, e alla
Cattedrale di Santa Maria il cui ingresso posteriore è decorato in stile gotico fiorito. Impronte gotico-catalane ci sono anche su
Palazzo Carcassona e
Palazzo Guillot. Mentre barocco e rococò convivono con il neoclassicismo dell’architettura del Regno dei Savoia (sotto cui la città passò nel 1720) a
Palazzo Serra.
Musei e grotte speciali
Alghero offre anche la possibilità di visitare i suoi musei, accanto a quello Diocesano, il
Museo Civico Archeologico e il
Museo del Corallo. Ma oltre le mura la natura domina: dal
Parco di Porto Conte ai meravigliosi scenari dell’Area Marina Protetta e per tutti i 90 chilometri di costa. Da Capo Caccia al gioiello Bosa, spiagge e formazioni rocciose incantano il turista. Grotte sommerse e subaeree si snodano nell’
Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana. Qui si trova quella che è considerata la più grande grotta marina sommersa del Mediterraneo, la
Grotta di Nereo, mentre a soli duecento metri si apre la
Grotta di Nettuno, vero gioiello geologico visitato ogni anno da oltre 150 mila avventori. La si può raggiungere via mare o via terra, percorrendo una scala a rampe di più di 650 scalini chiamata la
Scala del Capriolo (Escala del Cabirol).
Gastronomiche tentazioni
Cultura, mare, relax… e cibo. Dai malloreddus ai piatti algheresi più apprezzati, quelli a base di pesce, fino ai dolci: tra tutti il “mangiare in bianco”, crema di latte addensato con amido di grano e aromatizzato con scorza di limone e crema catalana. Senza dimenticare, infine, che per la sua bellezza e le sue tradizioni Alghero resta una meta interessante anche “fuori stagione”. A Pasqua, per esempio, per la Setmana Santa de l’Alguer, tra religione e misteri, riti e tradizioni. O, ancora, in occasione della festa di San Michele, patrono della città, alle porte dell’autunno, quando per tre interi giorni, il centro storico diventa un unico spazio teatrale che ospita spettacoli, mostre, incontri e appuntamenti enogastronomici. Per un viaggio a ritroso nel tempo.
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