Il viaggio continua verso sud, dove la Mancia si palesa nella sua forma più caratteristica, tra distese aride e piccoli borghi. Visita obbligata al luogo dove si consumò il famoso combattimento contro i mulini a vento narrato nel romanzo: Consuegra, cittadina di 10mila abitanti collegata a Toledo dall’Autovia dei Vigneti. I “giganti bianchi” che trassero in inganno Don Chisciotte si trovano sulla collina Calderico: undici costruzioni, ciascuna col suo nome (tra cui Sancho, Bolero che ospita l’ufficio del turismo, Rucio…) e in parte con ingranaggio di funzionamento ancora completo.
Procedendo sull’Autovia dei Vigneti (CM 42) e spostandosi poi sull’Autostrada del Sud (A-4) si giunge ad Argamasilla de Alba, dove si trova la
Casa Museo de Medrano, nel cui seminterrato si vuole sia stato prigioniero Cervantes e dove avrebbe iniziato la stesura del suo Don Chisciotte. Poco distanti, meritano una visita il
Castello di Penarroya, situato su una rupe all’interno del
Parco Naturale delle Lagune di Ruidera e la
Cueva Montesinos, che fa da scenario ai capitoli 22, 23 e 24 della seconda edizione del romanzo, in cui Don Chisciotte scende nella grotta e incontra vari personaggi della tradizione letteraria e Dulcinea.
A casa di Dulcinea e una piacevole deviazione: El Toboso – Cuenca (218 km)
Immancabile tappa successiva è
El Toboso, la patria della bella Dulcinea. Si tratta di un paesino di poco più di 2mila abitanti, in cui è possibile organizzare un
“viaggio nel viaggio” e muoversi tra le viette e le piazze come dentro al romanzo di Cervantes, guidati dai suoi brani più famosi.
Continuando verso nord-est e facendo una piccola deviazione dai luoghi letterari fin qui visitati, si raggiunge
Cuenca. Nessun timore: quando vi troverete in questa cittadina posta alla confluenza tra i fiumi Jucar e Huecar non vi dispiacerà aver allungato un po’ il tragitto. Ciò che di più affascinante caratterizza Cuenca – oltre a una cattedrale e a un castello – sono le
Casas Colgadas: delle abitazione del ’300 che sembrano sospese nel vuoto e guardano dall’alto della parete rocciosa il fiume sottostante. Al loro interno è ospitata una prestigiosa collezione di opere astratte spagnole, in un’unione di antico e moderno davvero suggestiva.
Finisce il viaggio ad Alcala de Henares (170 km)
Sono 170 i chilometri da percorrere per arrivare ad
Alcalà de Henares, ultima tappa di questo viaggio in una Spagna senza tempo. È qui che nacque nel 1547 Miguel de Cervantes, l’uomo che con la sua straordinaria fantasia ha saputo creare uno dei personaggi più significativi della letteratura europea. Costruita sulle rive del fiume Henares, da cui prende il nome, conserva ricche testimonianze del suo passato medievale. Percorrendo i portici di Calle Mayor, si arriva alla
casa museo dello scrittore, ma la visita della città non può terminare senza aver assistito a uno spettacolo davvero insolito: il volo delle
cicogne, che hanno nidificato in cima al campanile della
torre herrariana accanto alla Cattedrale dei Santos Ninos Justo y Pastor.
Lasciati i magici luoghi dell’Hidalgo de la Espana, non vi resterà che decidere se lanciarvi in cavalleresche avventure in terra iberica o percorrere i 30 km che vi separano dall’aeroporto di Madrid.
Fonte: www.tgcom.it