La Mancia per moderni Don Chisciotte

La Mancia per moderni Don Chisciotte

Al centro della Penisola Iberica, tra vaste pianure e piccoli borghi, lasciandosi guidare dal celebre romanzo di Cervantes.

“Viveva, or non è molto, in una terra della Mancia, che non voglio ricordare come si chiami, un hidalgo di quelli che hanno lance nella rastrelliera, scudi antichi, magro ronzino e cane da caccia”. 

Impossibile non riconoscere, in queste poche righe, l’incipit di uno dei romanzi più famosi al mondo, il “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel Cervantes.
Le avventure dello strampalato cavaliere e del fido scudiero Sancho Panza sono ambientate in un luogo ben preciso della Spagna: la Castiglia-La Mancia , terra di contadini e allevatori nomadi al centro della Penisola Iberica, che comprende parte delle province di Albacete, Ciudad Real, Cuenca e Toledo.
 
Proprio le avventure dei due protagonisti possono rappresentare un’ottima guida alla scoperta del territorio, tra ampie pianure e piccoli borghi caratteristici: circa 800 chilometri da Esquivas ad Alcalà de Henares.
In cammino, ma senza ronzino: Esquivias – Toledo (46 km)

L’ideale è atterrare su Madrid e da qui affittare un’auto o una moto per intraprendere il viaggio. Per immergersi nel giusto clima, destinate un’oretta alla visita della Casa Museo Cervantes a Esquivias, a soli 40 chilometri da Madrid. Si tratta di un’abitazione tipica del XVI secolo, appartenuta – come recita lo scudo sulla facciata principale – all’hidalgo Don Alonso Quijada Salazar, grande appassionato di romanzi cavallereschi e parente di Cervantes, che secondo parecchi studiosi avrebbe ispirato il personaggio di Don Chisciotte. Proprio qui abitarono lo stesso Cervantes e la moglie Catalina (nipote di Don Alonso) per tre anni e dal 12 dicembre1994 (lo stesso giorno in cui i due si sposarono) è possibile visitare la casa museo, ricca di cimeli, documenti storici e opere d’arte. Ricordate solo che nei mesi di luglio e agosto e il sabato e la domenica di tutto l’anno il museo chiude alle 14.
Da qui, preferendo la strada senza pedaggio A42 all’autostrada, si raggiunge facilmente Toledo, capoluogo della Castiglia-La Mancia. Città millenaria e affascinante, è “abbracciata” dal fiume Tago e dal caratteristico Alcazar. Oltre alla Cattedrale e ai suoi capolavori artistici, meritano una visita il Museo de Santa Cruz, la casa museo di El Greco nel barrio Judio e il monastero di San Juanos de los Reyes. Prima di ripartire, fate una passeggiata nella zona dei Cigarrales, a sud del fume. Da qui, circondati da ulivi, ginestre e mandorli, la vista sulla città è davvero mozzafiato.
I paesaggi della Mancia: Toledo – Lagune Ruidera (171 km)

Il viaggio continua verso sud, dove la Mancia si palesa nella sua forma più caratteristica, tra distese aride e piccoli borghi. Visita obbligata al luogo dove si consumò il famoso combattimento contro i mulini a vento narrato nel romanzo: Consuegra, cittadina di 10mila abitanti collegata a Toledo dall’Autovia dei Vigneti. I “giganti bianchi” che trassero in inganno Don Chisciotte si trovano sulla collina Calderico: undici costruzioni, ciascuna col suo nome (tra cui Sancho, Bolero che ospita l’ufficio del turismo, Rucio…) e in parte con ingranaggio di funzionamento ancora completo. 
Procedendo sull’Autovia dei Vigneti (CM 42) e spostandosi poi sull’Autostrada del Sud (A-4) si giunge ad Argamasilla de Alba, dove si trova la Casa Museo de Medrano, nel cui seminterrato si vuole sia stato prigioniero Cervantes e dove avrebbe iniziato la stesura del suo Don Chisciotte. Poco distanti, meritano una visita il Castello di Penarroya, situato su una rupe all’interno del Parco Naturale delle Lagune di Ruidera e la Cueva Montesinos, che fa da scenario ai capitoli 22, 23 e 24 della seconda edizione del romanzo, in cui Don Chisciotte scende nella grotta e incontra vari personaggi della tradizione letteraria e Dulcinea.
A casa di Dulcinea e una piacevole deviazione: El Toboso – Cuenca (218 km)
Immancabile tappa successiva è El Toboso, la patria della bella Dulcinea. Si tratta di un paesino di poco più di 2mila abitanti, in cui è possibile organizzare un “viaggio nel viaggio”  e muoversi tra le viette e le piazze come dentro al romanzo di Cervantes, guidati dai suoi brani più famosi.
Continuando verso nord-est e facendo una piccola deviazione dai luoghi letterari fin qui visitati, si raggiunge Cuenca. Nessun timore: quando vi troverete in questa cittadina posta alla confluenza tra i fiumi Jucar e Huecar non vi dispiacerà aver allungato un po’ il tragitto. Ciò che di più affascinante caratterizza Cuenca – oltre a una cattedrale e a un castello – sono le Casas Colgadas: delle abitazione del ’300 che sembrano sospese nel vuoto e guardano dall’alto della parete rocciosa il fiume sottostante. Al loro interno è ospitata una prestigiosa collezione di opere astratte spagnole, in un’unione di antico e moderno davvero suggestiva.
 
Finisce il viaggio ad Alcala de Henares (170 km)
Sono 170 i chilometri da percorrere per arrivare ad Alcalà de Henares, ultima tappa di questo viaggio in una Spagna senza tempo. È qui che nacque nel 1547 Miguel de Cervantes, l’uomo che con la sua straordinaria fantasia ha saputo creare uno dei personaggi più significativi della letteratura europea. Costruita sulle rive del fiume Henares, da cui prende il nome, conserva ricche testimonianze del suo passato medievale. Percorrendo i  portici di Calle Mayor, si arriva alla casa museo dello scrittore, ma la visita della città non può terminare senza aver assistito a uno spettacolo davvero insolito: il volo delle cicogne, che hanno nidificato in cima al campanile della torre herrariana accanto alla Cattedrale dei Santos Ninos Justo y Pastor.
Lasciati i magici luoghi dell’Hidalgo de la Espana, non vi resterà che decidere se lanciarvi in cavalleresche avventure in terra iberica o percorrere i 30 km che vi separano dall’aeroporto di Madrid.

 Fonte: www.tgcom.it

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pepe

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