Meglio un granchio al vapore direttamente dalle mani di un barcaiolo di Bangkok o le celeberrime frittelle di Bruxelles? E che dire di lampredotto e papassini? Moltissime città del mondo celebrano ogni giorno un culto molto speciale e magari antichissimo, ma sempre parte viva della cultura locale: il cibo da strada, o street food. Si tratta di qualcosa in più della semplice cultura gastronomica, e di diverso da quello che il miglior ristorante o bar potrebbe offrirci. Qui si parla del fascino assoluto e del gusto unico di accogliere speciali prelibatezze nelle nostre mani, avvolte in un cartoccio o in una foglia di banano, e poi gustarle passeggiando, oppure seduti a terra o comunque privi di ogni comodità, a parte le dita unte. Ecco uno stringato assaggio di cosa provare nelle più belle destinazioni…
Stati Uniti: Portland (Oregon), Los Angeles (California) e Philadelphia (Pennsylvania)
Portland è forse la regina assoluta del cibo di strada, con più di 400 chioschi che mettono a disposizione ogni genere di prelibatezza: dai tacos coreani al barbecue della Carolina. La vera Portland la potete conoscere anche attraverso i suoi punti di ristoro al volo più celebri, nella 10th Avenue oppure in Alder Street, per un pranzo veloce quanto delizioso, oppure, più tardi, nella 12th Avenue o nell’Hawthorne Boulevard per una indimenticabile torta di mele o una deliziosa crepes, servite fino alle 2 del mattino.
Vicino al MacArthur Park di Los Angeles (tra Wilshire Boulevard e West 7th Street), venditori salvadoregni vecchia scuola vi offriranno gustose leccornie ripiene di formaggio e fiori di Loroco, mentre camioncini itineranti propongono i pupusas, morbidi panini farciti di gelato o formaggio grigliato e burro.
Anche a
Philadelphia trovate un’ampia scelta di cibo da strada, importato (meravigliosamente) da tutto il mondo: morbidi
pretzel, gelato italiano,
bistecche al formaggio anche nelle versioni vietnamita e messicana. Seguendo le preferenze dei locali, andate ad assaggiarli al
mercato italiano della 9th Street, che è aperto tutti i giorni.
Sud America: Ensenada (Mexico), Puerto Rico e Rio de Janeiro (Brazil)
Difficile trovare una città messicana con cibo di strada mediocre ma, se proprio volete il massimo, andate a cercare i tacos de pescado nella città portuale di Ensenada. Vi consigliamo quello del mercato del pesce cittadino e, visto che ci siete, aggiungete pure le tortillas di mais, con halibut (pesce) fritto, cavolo affettato, cipolle sottaceto, avocado e intensa maionese dolce.
A
Puerto Rico visitate anche le botteghine lungo
Piñones Road, non lontano da San Juan. Ci sono infatti
le migliori fritture dell’isola:
arepa (morbidi panini)
di cocco,
pionono (platano, ovvero banana verde, imbottita di carne),
bacalaíto (impasto sottile e delicato ripieno di merluzzo saltato).
A Rio de Janeiro correte al mercato domenicale di Ipanema, in piazza Praça General Osório, aperto dalle 8 alle 6 del pomeriggio, per gamberetti grigliati. Il dessert? Churro ripieno di dulce de leche. Non dimenticate un fresco drink al cocco verde e l’açaí-shake da una qualsiasi bancarella lungo Copacabana Beach.
Asia: Bangkok (Thailandia) e Hanoi (Vietnam)
Per secoli, i venditori di cibo thai lavoravano dalle barche lungo i canali di Bangkok. Negli ultimi anni sono scomparsi, soppiantati dai vari café. Tuttavia, è ancora possibile godere dell’autentico fascino e del vero gusto di questa tradizione culinaria al mercato galleggiante del quartiere Taling Chan, al confine occidentale della capitale. Qui troverete meraviglioso pesce grigliato e granchi al vapore direttamente sulle barche dei pescatori, ogni week-end dalle 9 alle 4 del pomeriggio.
Nella capitale vietnamita seguite gli angusti vicoli della città vecchia e troverete delizie perfette per chi si trova affranto dal jet lag. I venditori di strada vi aspettano già dalle 5.30 del mattino, con meraviglie di riso verde avvolto in foglie di banana, ravioli di sesamo e cocco coperti da sciroppo di zenzero e un bel caffè forte addolcito da un goccio di latte (occhio però a non farvi aggiungere il ghiaccio).
In Europa: Bruxelles (Belgio), Vienna (Austria) e… in giro per l’Italia
Va bene l’impeccabile stile art nouveau nell’architettura del quartier generale dell’Unione europea, ma se volete “assaggiare” la vera Bruxelles dovete cercare le celeberrime frittelle di patate nel loro luogo di culto: il chiosco di Antoine Maison in Place Jourdan. Il segreto del loro successo è la salsa: ketchup di ananas, carbonnade alla birra e una maionese così speciale che non la dimenticherete mai.
Se poi passate da Vienna, perché non fare una capatina nei famosi Imbiss del centro città? Troverete salsicce o Leberkäse a fette (maiale o manzo arrosto) cosparsi di mostarda e arrotolati in involtini. Per un italiano non sarà forse il massimo, ma vale la pena immergersi nello spirito viennese provando anche un caffè nei tanti localini del 18esimo secolo, pronti a servirvi un bell’espresso con latte o crema.
E che dire dell’Italia!? Da noi lo street food non è consacrato, ma esiste e prospera, e ultimamente ha pure ricevuto una certificazione doc. L’associazione
Street food nasce ad Arezzo ma certifica le produzioni virtuose di tutta Italia, promuovendone storia e diffusione. Tutti gli storici cibi da strada, piazza o mercato, dalla Val d’ Aosta alla Sicilia, venduti in chioschi, tendoni o furgoncini sono censiti e celebrati. Altro sito di riferimento è
limboccastrada.it, che dà e volentieri raccoglie consigli per conoscere il più buon gelato di tutta l’Emilia o provare dolci
papassini sardi, un
castagnaccio come quello della nonna ma sempre, categoricamente, sul ciglio della strada.
Degni di nota sono anche supplì, crocchette di fiori di zucca e filetti di baccalà dei furgoncini appostati nel centro di Roma, per non parlare della pizza al taglio della capitale, tanto famosa quanto diffusa, o del calzone con ricotta e nutella (ad esempio a Trastevere “dar poeta”, vicolo Del Bologna). Pesce dorato e croccante servito in un cartoccio lo trovate invece in piazza delle Vaschette 14/a, a un passo da San Pietro.
A
Bergamo è nato da poco ma tramanda uno spirito secolare
il già celebre ristoratore al volo
Polentone, primo
take away per polenta. A
Torino e
Firenze invece fermatevi senza dubbio in uno dei negozietti di
Re Calamaro per un bel cartoccio di
fritti da passeggio.
Ma la vera tappa d’eccezione che a Firenze è reato perdersi è un panino al lampredotto (trippa fatta con l’abomaso, uno dei quattro stomaci dei bovini, cotta a lungo in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano, condita poi con salsa verde). Si dice che il nome di questa squisitezza da intenditori del gusto – che non teme confronti neppure con la più celebre ma impegnativa bistecca fiorentina – derivi da un pesce tipico dell’Arno, la lampreda, della quale ricorda la forma e il colore. Numerosi chioschi di lampredottai vi offriranno anche la versione in zimino, ovvero un umido con verdure a foglia, generalmente bietole. Infine citiamo solamente, in giro per la penisola, i panini con la porchetta, gli arrosticini, i grifi, la piadina romagnola, la focaccia di Recco, la superba farinata genovese e gli agnolotti piemontesi. Buon appetito, e buon viaggio!
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