Nella splendida cornice del salotto culturale di Simonetta Aggazzotti, i Veterani dello Sport di Modena hanno tenuto un importante incontro dedicato al doping, la scuola e lo sviluppo del progetto MIUR.
Erano presenti rappresentanti della stampa, l’assessorato dello sport, il Centro Sportivo Italiano, il C.O.N.I. provinciale, la scuola, e figure di spicco di una importante società di atletica a livello nazionale.
Relatori: il responsabile del centro di medicina dello sport dr. Ferdinando Tripi, il coordinatore di educazione fisica e sportiva per la provincia di Modena professor Roberto Bicego, il presidente del Centro Sportivo Italiano di Modena Stefano Gobbi, il presidente della società di atletica “la Fratellanza” Serafino Ansaloni ed il presidente dei Veterani dello Sport di Modena Franco Bulgarelli.
Di notevole interesse gli interventi da parte dei numerosi Ospiti del settore scolastico.
Grande soddisfazione al termine della serata per la volontà espressa da parte dei vari organi di voler far parte di un progetto comune per la divulgazione del messaggio dello sport pulito rivolto per ora alla scuola media inferiore.
Questo l’intervento del ns. presidente Franco Bulgarelli.
L’Unione Nazionale Veterani dello Sport, congiuntamente con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, hanno stilato un accordo per la diffusione del messaggio dello Sport pulito nelle Scuole.
Dopo il confronto avuto con gli Insegnanti di Educazione Fisica al CONI Provinciale di Modena, e dopo attente riflessioni espresse durante le riunioni di noi Veterani dello Sport, siamo giunti alla conclusione di interpretare l’obiettivo preposto, programmando una serie di incontri privi di un vero messaggio ma indirizzati soprattutto sul confronto con i ragazzi per una cultura dello sport, educandoli ad avere uno spirito di giudizio e di valutazione libero su tutto ciò che li circonda.
Queste alcune delle riflessioni che hanno motivato l’orientamento del programma.
Lo sport, ma in particolare le decisioni prese alle volte da federazioni dal grosso impatto mediatico, possono indurre i ragazzi a considerare regole, messaggi non sempre formativi.
La pratica di una disciplina che spesso viene scelta per popolarità, amicizie, piacere o capacità non deve indurre a seguire alla lettera regole che alle volte obbediscono a necessità o ad aggiustamenti non sempre il linea con i principi etici.
Questo perché anche se popolari alcune di queste discipline restano dei giochi.
Affiancare ed indirizzare invece il giovane allo studio dello sport oltre che alla pratica, ed abituarlo a riflessioni e giudizi personali non condizionati, riteniamo possa formare contemporaneamente un buon sportivo ed un buon cittadino.
Grande attenzione riteniamo dovrà essere rivolta anche ai luoghi dove si pratica lo sport e le metodologie adottate per impartirne l’apprendimento.
E’ indubbia l’importanza che ricoprono le Società Sportive, le Polisportive e le Scuole dello sport, ma questi devono risultare ambienti positivi dove lo sport si pratichi ma anche lo si studi come elemento di cultura formativa.
Allo stesso tempo riteniamo siano altrettanto importanti, in numero chiaramente più ridotto, spazi liberi per la pratica sportiva, controllati sì, ma che permettano anche un approccio spontaneo e libero a giochi e discipline. Ricordiamoci che spazi di questo genere assieme alle Parrocchie hanno rappresentato nel dopoguerra la nostra rinascita dello sport.
Risulta come sempre determinante a questo punto il ruolo della scuola, che deve considerare le attività sportive un patrimonio formativo di grandissimo valore.
Fondamentale inoltre la possibilità di effettuare controlli medici durante la crescita del ragazzo, in modo da consegnare alla società un ragazzo sano ed un cittadino sano, nei principi, nelle valutazioni e nelle scelte che dovrà affrontare per il suo futuro.
