Anni fa il termine “binge” in inglese significava: bere in eccesso.
Oggi questa parola significa quasi sempre mangiare in eccesso.
Per alcune persone un’abbuffata è qualcosa di innocuo, uno scivolone o un errore dietetico; per altri indica una perdita di controllo sul cibo e per molti altri costituisce un serio problema.
Nonostante le abbuffate compulsive costituiscano un problema ricorrente nella nostra società, la loro conoscenza scientifica non è molto vasta. In parte a causa della disinformazione dei mass-media , la maggioranza delle persone conosce relativamente poco questo problema.
Andiamo più in dettaglio, allora, a capire cosa significa per abbuffata. Secondo l’Associazione Psichiatrica Americana la definizione tecnica del termine abbuffata compulsiva comprende due aspetti principali:
- mangiare in un discreto periodo di tempo (es. due ore) una quantità di cibo decisamente superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nella stessa frazione di tempo e nelle stesse circostanze;
- un senso di perdita di controllo nel corso dell’episodio (es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare)
L’elemento centrale dell’abbuffata compulsiva è, quindi, la sensazione di perdita di controllo.
Riporto qui di seguito un esempio esplicativo tratto dal colloquio con una paziente:
“quando arrivo a casa esausta e carica di stress lavorativo sono da sola, mio marito arriva solo tre ore più tardi. In quel momento di solitudine e carica di tensione mi viene voglia di scaricarmi, e fuori dal controllo, senza nemmeno riflettere, l’unica cosa che mi viene in mente è il cibo. Vado in cucina e poi quello che succede neanche me lo ricordo di preciso, so solo che mangio con una tale voracità fino ad arrivare a sentirmi lo stomaco gonfio come un pallone e allora capisco di essere arrivata alla fine. Presa, poi dal senso di colpa per quello che ho fatto corro in bagno a vomitare per cercare un po’ di sollievo fisico e mentale. Dopo è ancora peggio, vengo assalita da colpa, frustrazione e rabbia per quello che ho fatto e questo mi riporta continuamente al mio senso di fallimento e il giorno successivo a ricominciare daccapo”.
La complessa combinazione di fattori che può sfociare in tali problematiche può anche impedire a molte persone di ricevere aiuto, o come minimo ritardare tale richiesta.
Ad oggi si è imparato molto su questi disturbi e sul loro trattamento; anche se gran parte della ricerca si è focalizzata sulla bulimia nervosa, sembra che gli approcci che si sono dimostrati promettenti per la bulimia siano d’aiuto anche a coloro che hanno un disturbo da abbuffate compulsive.
