Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) era considerato un disturbo abbastanza raro, con la fama di essere cronico, invalidante e non trattabile. Gli studi epidemiologici hanno suggerito che il DOC è molto più diffuso di quanto si pensasse.
Le ossessioni vengono definite come idee, pensieri, immagini e impulsi che entrano ripetutamente nella mente della persona. Sono riconosciute come prodotti della mente stessa e vengono percepite come intrusive e senza senso. La persona si sente di resistere, di ignorare o di sopprimere tali pensieri “bizzarri”.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi e stereotipati, messi in atto come risposta alle ossessioni al fine di evitare il verificarsi di un evento improbabile o di prevenirne il disagio. La resistenza è spesso evidente, ma può essere minima nei casi di lunga durata. Viene fatta diagnosi di DOC solo se il soggetto ha sia ossessioni che compulsioni oppure solo ossessioni o compulsioni e se questi sintomi occupano gran parte del tempo o interferiscono significativamente con il funzionamento della persona.
Nello specifico quali sono le paure e i sintomi del DOC?
I pensieri ossessivi di solito riguardano la paura di essere contaminati, di fare del male a sé o ad altri, di bestemmiare, di poter commettere atti violenti o atti sessuali immorali, di possibili disgrazie future o di altri argomenti angoscianti.
Sono di solito chiamati pensieri, ma si può trattare di immagini o scene disturbanti che si insinuano nella mente e che la persona non riesce a scacciare.
Molte ossessioni producono malessere e ansia che vengono attenuate dai “rituali”. I rituali più comini sono di due tipi, lavare e controllare, ma ve ne sono altri ad esempio contare, mettere in ordine, vestirsi in modo fisso e preordinato. La riduzione del malessere e dell’ansia conseguente all’esecuzione del rituale è però di breve duratae quindi la persona prova il bisogno di ripeterlo. Alcune persone possono avere più di un pensiero ossessivo e quindi si trovano costretti a compiere più di un tipo di rituale. I comportamenti compulsavi, inoltre, possono modificarsi nel tempo. E’ comune che chi soffre di questo disturbo eviti le situazioni o gli oggetti che possono scatenare il malessere e i rituali. Ad esempio, chi è portato a lavarsi le mani in modo compulsivo cercherà di evitare ogni cosa che possa essere sporca.
Esempio di un caso clinico:
La signora M. ha 36 anni, sposata da 3 anni e al momento senza figli. Afferma di dover controllare ripetutamente la borsa per accertarsi di non aver perso nulla. Il pensiero ossessivo in questo caso è di perdere gli oggetti, tale idea le crea un elevato livello di ansia che la costringe a controllare ripetutamente la borsa per cercare rassicurazione. Ma pur continuando a mettere in atto questo comportamento l’ansia invece di svanire aumenta. Decide così di venire in terapia per capire cosa c’è che non và.
Trattamenti:
I trattamenti di elezione per il disturbo ossessivo-compulsivo sono la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che consiste nell’esposizione allo stimolo e nella prevenzione della risposta, e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
