L a scrittrice: “Modena è una bellissima città”
E’ attrice, cantante, scrittrice. Personaggio mondano ed eclettico, Catherine Spaak si confessa a NB e rivela: «Amo Modena, è una bellissima città». L’occasione per incontrare Catherine, mito al femminile di tante generazioni, è la presentazione del suo ultimo libro “Amore Blu”. Una storia complicata, che a quattro anni dal precedente romanzo affronta il tema caldo dell’incesto senza cadere nella volgarità. Restando anzi sempre ancorato al sentimento più profondo e radicato dell’amore, che del resto è quello che accompagna le vite di tutti. Con questo volume, Catherine Spaak dimostra il suo innato talento di scrittrice, aggiungendo un’opera intensa alla sua libreria di successi. Una cosa non facile, per chi come lei è anche attrice, è anche cantante, è anche donna da palcoscenico, da teatro e da cronache mondane. Un personaggio nato per fare spettacolo a 360 gradi: di donne come lei, al giorno d’oggi, ce ne sono davvero poche.
Catherine Spaak, “Amore Blu” è una storia difficile, ma è anche una storia che non ha un’età, vista la diversità anagrafica dei suoi protagonisti.
«”Amore Blu” è la storia di un incontro spirituale, quindi l’età non conta molto. A ogni modo, i due protagonisti sono un uomo abbastanza giovane e una donna molto più grande. L’esperienza di questo ragazzo sembra acquisita quasi in vite passate».
“Credo che in ognuno
di noi ci sia una vocina che invita a provare: bisogna essere
coraggiosi e dare retta a questo invito
che ci viene da dentro”
E dunque come si evolve la vicenda?
«Alla fine è lui che diventa il maestro che porta la donna ad un’evoluzione e ad una consapevolezza maggiore, percorrendo una strada necessaria per liberarsi dai tanti fantasmi e da tutto il dolore che in lei c’è stato. Paradossalmente, qui la persona con meno esperienza è quella che invece sa indicare la strada giusta».
Questo romanzo esce a quattro anni dal precedente. In quanto tempo lo ha scritto?
«Il tempo di stesura di un’opera, per quello che mi riguarda, non è mai paragonabile alla gestazione. Ho avuto l’idea di “Amore Blu” sei anni fa. Ne ho scritto una storiella che poi si è fermata lì. Ebbene, sei anni dopo l’ho ripreso in mano e sentivo che i tempi erano maturi per costruire su quella storiella solo abbozzata qualcosa di più importante. Tante volte si deve solo aspettare il momento giusto per scrivere».
La sua carriera di successi la rende un personaggio davvero poliedrico. Che cosa consiglia ad un giovane scrittore che abbia voglia di intraprendere il suo mestiere?
«Non potrei consigliare niente, in nessun campo. Davvero. Però penso che ciascuno di noi abbia dei talenti. Magari da piccoli qualcuno ci ha detto di non cantare o di non scrivere. “Non sei capace!”, ci si sente spesso ripetere. Mettere in discussione l’opinione degli altri e le cose che di noi e del nostro talento vengono dette è importante, è il segno di un passo in avanti nella consapevolezza di sè. Avere il coraggio di provare è quello che oggi un giovane deve saper mettere in campo. Nella scrittura come in ogni altra forma espressiva. E poi credo che in ognuno di noi ci sia una vocina che ci invita a provare: bisogna essere coraggiosi e dare retta a questo invito che ci viene da dentro».
Lei è già stata a Modena. Che ricordi conserva di questa città?
«Modena è una bellissima città. Mi piace molto passeggiare in centro. Ogni volta che torno è per me un piacere camminare sotto le arcate, guardare le piazze, la gente in giro, girarmi e trovare bellezze architettoniche a ogni angolo. L’altra cosa che apprezzo moltissimo di questa città è l’ordine, il senso di pulizia, le persone che rispettano le regole del vivere civile. Anche così si costruisce un bello spazio in cui trascorrere tempo insieme».
